Sei qui: Home La Storia

La Storia

PDF  Stampa  E-mail 
Esiste una lusinghiera leggenda secondo la quale il toponimo MORBELLO deriverebbe da “AMOR BELLO”, dolce espressione attribuita ad un galante cavaliere che si rivolgeva alla sua amata fanciulla; pur essendo un’allettante interpretazione non ha nulla a che vedere con una seria indagine toponomastica. Interpretazioni da ritenere valide sono quelle che considerano questo toponimo derivante da “MONS-RUBENS” (plenus) cioè “monte coperto di roverelle”. Altri lo fanno derivare da “MONS-BELLUM” cioè luogo legato all’idea di guerra. Altri ancora lo fanno derivare da “MONS-RUBELLUM” cioè “rossiccio”, come poteva apparire all’osservatore lontano, per il colore rossiccio della pietra e della terra di cui è costituito il monte Laione, la cima più alta e quindi visibile, anche dai luoghi circostanti.

Le vicende di Morbello, sono uno spaccato di storia ligure-monferrina. Posto sulle direttrici varie tra il mare e la pianura, fu abitato fin dai primordi e conobbe le varie dominazioni che si successero nei secoli fino alla annessione allo Stato Sabaudo. Liguri, Romani, Longobardi, Franchi, Aleramici, Malaspina vi sono ben rappresentati, così some gli istituti politico-economici-sociali: il castellaro, il castello, il feudo, il comune, la signoria.

Il popolamento del territorio di Morbello si può far risalire al periodo paleolitico medio, vale a dire dai 100.000 ai 40.000 anni fa. Le popolazioni che vivevano nel nostro territorio appartenevano alle tribù dei Liguri di origine non Indoeuropea. Di qui forse passavano alcune strade che si collegavano con le più importanti vie che portavano al mare di Liguria e al retroterra Padano. I Liguri erano tribù bellicose e forti che però lasciarono poche tracce della propria civiltà e furono successivamente scacciati dai Romani.

Negli anni 59-50 a.c. addirittura Giulio Cesare utilizzo queste zone come basi strategiche per la conquista ed il governo della Gallia (attuale Francia).

Quando incomincio a decadere l’Impero Romano nella nostra zona fioriva l’agricoltura ed i traffici commerciali; le strade erano percorse da carovane colme di merci di ogni genere. Fu questo un buon motivo per i barbari invasori per venire ad appropriarsi e ad occupare questi territori.

Successivamente nelle nostre zone giunsero i Longobardi che portarono un po’ di pace ed in seguito i Carolingi, che con Carlo Magno portarono una grande organizzazione e legislazione. Gravi difficoltà di vita alle nostre genti furono portate invece dai Saraceni con saccheggi, distruzioni e morte. E’ bene a questo punto pensare al nome di alcune località di Morbello e alle caratteristiche somatiche delle persone di alcune famiglie morbellese che potrebbero far pensare che le loro radici potrebbero affondare nella razza Berbera.

Morbello compare citato per la prima volta in un documento scritto la "Charta di fondazione e donazione dell'Abazia di San Quintino in Spigno" del 4 maggio 991 con il nome di Mirbello. Morbello rimase sotto i Signori del Bosco dal 1150 fino al secolo XIII. Essi erano discendenti da Ugone figlio di Anselmo secondogenito di Aleramo. Il 10 settembre 1223 i Signori di Morbello, si sottomettono a Genova offrendole in dono due parti di Lerma, ottenendone nel contempo l’investitura del Feudo. Agnese, ultima erede dei Signori del Bosco, sposo Federico Malaspina del ramo Dello Spino Secco. I Malaspina godevano di molta spina da parte del nostro paese..

Gli Statuti  di Morbello risalgono al 1306  e sono custoditi nell’archivio di stato di Torino e una copia riprodotta dall’originale nel 1671 era conservata presso l’archivio comunale di Molare.

Il 14 aprile 1589 il feudo di Morbello, dopo varie vicissitudini,  diene in possesso di Guglielmo Busca signore di Neviglie che lo acquisto da Bartolomeo Beccaro di Baldasarre nativo di Grognardo (da qui il nome Beccaria).

Successivamente Morbello subì la denominazione dei Gonzaga dipendendo dal Senato di Casale e non fu questo un periodo facile e tranquillo.

Morbello vide la presenza anche dei Savoia ed il passaggio sotto di essi comporto per il nostro paese qualche difficoltà: anche se furono mantenuti gli ordinamenti comunali e furono rispettate le consuetudini locali, l’impostazione di pesanti contributi, l’istituzione di nuove imposte gravarono non poco sulla nostra gente.

Anche Morbello ebbe il suo Podestà e nella prima metà del settecento, dopo la creazione della provincia di Acqui, venne nominato per mandamento di Ponzone. In un atto di vendita datato 30 marzo 1753 viene citato Gio Carlo Pallavicino. A questo Signore va il merito di aver fatto redigere nel 1793 il primo e lodevole tentativo  di catasto locale, il cui testo autografo è conservato nell’archivio comunale.

Molte difficoltà il nostro paese le incontrò durante il periodo napoleonico, mentre un importante cambiamento amministrativo ci fu nel 1814 quando Morbello divenne  a far parte della provincia di Alessandria e Ponzone ne fu il suo centro mandamentale.

A Morbello oltre al secolare campanilismo tra le frazioni il 27 dicembre 1878 avvenne un fatto di cronaca particolarmente grave riportato in un documento delle sottoprefetture di Acqui. La causa fu una rissa per l’elezione del Priore della parrocchia di San Sisto di Piazza; rissa istigata dallo stesso parroco Dagna don Giulio cui faceva capo una delle due fazioni che in quegli anni si erano formate in Morbello. Durante lo scontro vi furono dei feriti e gli autori, tali Galliano Serafino e De Guidi Sebastiano, si rifugiarono in parrocchia unitamente ai loro fratelli.

Il primi anni del Novecento sono privi di notizie. Dati rilevanti possono essere il numero degli abitanti, nel 1901, di 1800; 650 frazioni; 1150 case sparse. Si nota quindi una grandissima differenza con i numeri attuali!

Le notizie relative alla Prima Guerra Mondiale si identificano con quelle relative a molte località italiane. Morbello diede il suo contributo di vittime, vi furono circa 40 morti come ricorda la lapide commemorativa apposta in prossimità del palazzo comunale. La sede comunale, dopo vari spostamenti, verrà trasferita definitivamente nel 1922 dove si trova attualmente.

Qualche cenno più approfondito merita il periodo della Resistenza poiché Morbello, per la sua particolare ubicazione, offriva rifugio ai gruppi partigiani ed ebbe a subire tra il 25 luglio 1943 ed il 25 aprile 1945 numerosissimi rastrellamenti da parte delle forze nazifascista. Nella nostra zona operava la divisione garibaldiana Ligure-Alessandrina denominata successivamente “Mingo”.

In tutte le cascine sparse per le nostre colline si nascondevano partigiani; i nostri contadini diedero loro aiuto e collaborazione fornendo nascondigli, viveri, coperte ed informazioni, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei propri famigliari.

Oggi Morbello è lontano dai gravi problemi che hanno afflitto la nostra storia: i tristi anni legati alle due Guerre Mondiali sono passati ed i morbellesi hanno ritrovato la voglia di fare e di vivere.

Reperti storici paleolitici si possono ritrovare nel Museo archeologico di Acqui Terme  e altri nel Museo di Ovada.

Per maggiori approfondimenti circa le vicende storiche morbellesi ed altre curiosità si possono ritrovare sul libro “MORBELLO” di Carla Icardi oltreché in vendita è a disposizione presso la Biblioteca Comunale  “Rosanna Benzi”.